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Cooperazione e agilità – Il 12° dei fondamenti

Nel lavoro di un team agile il coordinamento del leader e la collaborazione fra le persone sono sostituite da spirito di cooperazione che rivolge l’interesse di tutto il team e di chi lo guida verso uno scopo condiviso.

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L’argomento di questo articolo è la cooperazione che è  l’12º fondamento della fabbrica agile

E‘ una tematica che ho vissuto personalmente con i team agili di sviluppo prodotto, con i quali ho avuto l’opportunità di lavorare.

Relativamente al lavoro di team ho incontrato tre termini fra loro collegati:

     

      1. Collaborazione

      1. Coordinamento

      1. Cooperazione

    Sento sempre ripetere che la condizione perché una squadra possa funzionare è che ci sia uno spirito di collaborazione fra le persone del team. 

    Nel contempo quando si parla della guida di un team, una delle domande più frequenti che si fanno al team leader è: quali e quante persone coordini e in che modalità coordini le attività del team?

    Ho approfondito questi concetti e ci sono importanti distinzioni da fare e in questo ci aiuta  l’etimologia delle parole.

    Collaborazione nel team

    Collaborare deriva dal latino con + labōrare o lavorare e significa lavorare insieme.

    La collaborazione all’interno di una squadra si basa sulla costituzione di rapporti umani basati sul rispetto reciproco, sui sentimenti e sulle buone relazioni interpersonali.

    Non esiste alcun riferimento al risultato e infatti, nella ricerca dell’accordo, le persone tendono a ridurre le richieste reciproche al fine di prevenire i conflitti possibili. Tutto questo avviene a scapito delle prestazioni.

    Coordinamento dei team

    Coordinamento nella sua accezione vuol dire disporre azioni, decisioni, risorse nell’ordine più adatto al fine di ottenere un risultato. 

    E’ il tipico atteggiamento di chi fa il supervisore o di chi guida un team. 

    Questo presuppone che esista un ordine di sequenza delle cose da fare, così il coordinatore fa in modo che questo ordine venga rispettato.

    Questo potrebbe andare bene in un contesto semplice o complicato, dove le cose sono prevedibili, e per questo programmabili, ma non va bene in un contesto complesso.

    L’agilità opera prevalentemente in contesti complessi dove si procede per piccoli passi e si corregge la direzione sulla base di quanto emerge.

    In queste condizioni l’ordine da far rispettare viene meno e nel contempo collaborare non è più sufficiente. Occorre infatti prendere anche decisioni che si erano evitate precedentemente, perché potevano disturbare il team.

    Cooperazione essenza dei team agili

    Cooperazione deriva invece da co + opera e cioè dalla condivisione di un’opera per la quale occorre lavorare insieme

    Nel raggiungere questo scopo ognuno si mette in gioco superando limiti e cautele eccessive che caratterizzano i primi due modelli, per il raggiungimento del risultato.

    Recentemente ho avuto l’opportunità di affiancare un team nello sviluppo agile di un progetto edile e ho compreso cosa possa significare la cooperazione tra professionisti e imprenditori.

    L’architetto parte del team, descrivendo ad uno stakeholder cosa significhi lavorare in modo agile, rivela di avere deciso di rinunciare a parte del proprio fatturato, a vantaggio di altri professionisti. In questo modo la qualità del lavoro è risultata migliore e i tempi minori.

    Una qualità e un risultato eccellenti richiedono che ciascuna persona del team cooperi valutando onestamente la soluzione migliore. 

    L’interesse del team diventa anche interesse personale.

    Un giusto livello di tensione verso il risultato, con il relativo stress “positivo”  è fortemente motivante, e porta ciascuno a guardare verso il risultato, sempre nel rispetto di ciascuno. 

    Quando affianco i team di sviluppo con gli stakeholder direttamente coinvolti nel sostenere chiedo loro di poter parlare del lavoro di squadra. 

    In modo volutamente provocatorio dico loro che desidero che non ci sia collaborazione tra le persone coinvolte e dico al PO che non gli chiedo di coordinare il team.

    Mi guardano tutti esterrefatti e una volta ottenuta la loro completa attenzione, chiedo loro di cooperare dopo avere chiarito cosa questo significhi. E questo funziona.

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